L'allattamento al seno può essere prolungato anche fino a 2 anni e oltre, ma dai sei mesi in avanti è necessario integrarlo  con alimenti diversi dal latte; in particolare, sono importanti quelli ricchi di ferro, come carne, pesce o cereali.

Una madre può decidere di ricorrere al latte artificiale per propria scelta oppure può doverlo fare per reale scarsa produzione di latte proprio, per l’esistenza di una controindicazione ad allattare al seno, o perché deve tornare al lavoro. 
In passato venivano elencate molte controindicazioni ad allattare, che attualmente non sono più riconosciute come tali. Le controindicazioni vere e proprie sono rare: la sieropositività della madre al virus dell’AIDS e l’assunzione di alcuni particolari farmaci e sostanze per la scintigrafia sono gli unici indiscutibili. In questi casi si ricorrerà al latte artificiale secondo le indicazioni del pediatra (un latte dei primi mesi e, dopo il 6° mese di vita, un latte cosiddetto di proseguimento).
Vanno invece evitati il latte naturale di mucca e di capra, poiché la loro composizione è inadeguata ai bisogni nutrizionali di un bambino nel primo anno di vita e possono inoltre causare carenze di ferro nel lattante.

Il ricorso a latti speciali (soia, riso, anti-reflusso, antiallergici) infine deve prevedere la consultazione con il pediatra.

Il latte artificiale può essere liquido (pronto per l’uso) o in polvere; in questo caso si prepara sciogliendolo in acqua del rubinetto bollita per 20 minuti. Una volta aperta la scatola si porrà attenzione nell’evitare che rimanga non protetta da coperchio e/o al di fuori del frigorifero.
Prima di preparare il latte, lavarsi bene le mani. Prima di offrire al bambino il latte artificiale, verificarne la temperatura.
Il latte che il bambino non mangia e che resta sul fondo del biberon non può essere riutilizzato e va gettato via.
Biberon e tettarelle devono essere mantenuti ben puliti e vanno periodicamente sterilizzati, solitamente con liquidi speciali o mediante bollitura.
Anche l’alimentazione con biberon, come quella al seno, deve prevedere una certa elasticità per quantità e numero di pasti. E’ importante farsi guidare dalla richiesta (ed appetito) del bambino. Le quantità di latte artificiale da dare al bambino indicate sulle confezioni del commercio sono, infatti, solo orientative.

(Tratto da: BAMBINE e BAMBINI del MONDO GUIDA PER LE FAMIGLIE, Ministero della Salute)

Altro su: "Integrazione del latte materno dopo il 6° mese"

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